Indice
Mercati
Marzo 2026 si è chiuso con perdite marcate su quasi tutti i principali mercati azionari globali, dominato dall'escalation del conflitto in Medio Oriente tra Iran, Israele e Stati Uniti scoppiato a fine febbraio. Il principale interrogativo degli investitori non è stato se il conflitto avrebbe avuto un impatto, bensì per quanto tempo si sarebbe protratto: più la situazione è apparsa indecifrabile, più il rischio percepito si è spostato dalla semplice fiammata inflazionistica al rischio di un deragliamento della crescita economica.
Negli Stati Uniti il Nasdaq 100 ha perso il 4,9%, l'S&P 500 il 5,1% e il Dow Jones il 5,4%, portando i principali indici americani in territorio negativo da inizio anno. In Europa le perdite sono state le più marcate a livello globale: DAX -10,3%, Euro Stoxx 50 -9,3%, CAC 40 -8,9%, SMI -8,8%, FTSE 100 -6,7% e FTSE MIB -6,1%. La rotazione verso l'Europa che aveva caratterizzato febbraio si è interrotta bruscamente. In Asia il Nikkei ha subito la correzione più severa con un -13,2%, riflettendo la forte dipendenza del Giappone dalle importazioni energetiche, seguito da Hang Seng -6,9% e CSI 300 -5,5%.
Il petrolio WTI ha chiuso a 101 dollari al barile con un rialzo mensile del 51%. I metalli preziosi hanno registrato un comportamento inatteso: privilegiando liquidità e dollaro come protezione, gli investitori hanno penalizzato oro (-11,6%), argento (-19,9%), platino (-17,5%) e palladio (-17,2%). Sul fronte obbligazionario i rendimenti sono saliti su tutta la curva, con il decennale USA in rialzo di 38 punti base al 4,317%. Nel valutario il franco svizzero si è apprezzato del 3,9% contro dollaro, l'euro ha perso il 2,2% e lo yen si è indebolito dell'1,7%. Il comparto cripto ha mostrato relativa tenuta: Bitcoin +2,2% ed Ethereum +7,5%, con le altcoin in territorio divergente.
Economia
Sul fronte delle banche centrali marzo ha sancito un cambio di scenario. La Fed nella riunione del 18 marzo ha mantenuto i tassi invariati nel range 3,50%-3,75% con un voto di 11 a 1, confermando l'attesa di un solo taglio nell'anno con proiezioni di inflazione riviste al 2,7% per il 2026. Powell ha riconosciuto la difficoltà di bilanciare un mercato del lavoro in rallentamento con pressioni inflazionistiche in rialzo, definendo la situazione attuale "uno shock energetico di dimensioni e durata incerte". Sullo sfondo rimane la questione della successione: il mandato di Powell scade a maggio, con Kevin Warsh nominato da Trump come successore.
In Europa la BCE nella riunione del 19 marzo ha lasciato i tassi invariati all'unanimità al 2,00%. Il cambio di tono rispetto a febbraio è netto: i mercati, che prezzavano possibili tagli prima del conflitto, scontano ora due rialzi nel 2026 con possibilità di un terzo entro dicembre. Le nuove proiezioni hanno rivisto al rialzo l'inflazione al 2,6% per il 2026 — dal precedente 1,9% di dicembre — e al ribasso la crescita allo 0,9%, in un contesto in cui il rischio di stagflazione lascia alle banche centrali margini di manovra limitati. Anche la Bank of England ha confermato i tassi al 3,75%, con analoga postura attendista.
Geopolitica
Marzo 2026 è stato interamente dominato dal conflitto in Medio Oriente. I raid statunitensi e israeliani hanno colpito con continuità installazioni militari, siti nucleari e infrastrutture energetiche iraniane. A fine marzo è stato confermato l'abbattimento del comandante della Marina dei Pasdaran Alireza Tangsiri, la figura che aveva orchestrato il blocco dello Stretto di Hormuz.
Lo Stretto è rimasto il nodo centrale del mese: l'Iran ne ha mantenuto il controllo di fatto, consentendo il transito solo a navi di Paesi non ostili, mentre il Parlamento di Teheran ha approvato l'introduzione di pedaggi per le imbarcazioni in transito. Il segretario al Tesoro Bessent ha stimato in 10-12 milioni di barili al giorno il deficit energetico sui mercati.
Sul fronte diplomatico Trump ha alternato dichiarazioni di apertura a minacce esplicite su centrali elettriche, pozzi petroliferi e l'isola di Kharg. Cina e Pakistan hanno presentato un piano in cinque punti per un cessate il fuoco, mentre l'Iran ha autorizzato il passaggio di prima dieci e poi altre venti petroliere come gesto distensivo e Trump ha sospeso fino al 6 aprile la minaccia sulle infrastrutture energetiche.
Nella notte tra il 1° e il 2 aprile Trump ha dichiarato alla nazione che gli obiettivi sono "quasi completati" e che le operazioni dureranno "ancora due o tre settimane". L'Iran ha risposto che è pronto a combattere "per almeno sei mesi": le posizioni restano inconciliabili, ma i mercati hanno reagito positivamente alle parole di Trump.
Conclusioni
Chiudiamo marzo 2026 con una componente azionaria in leggero sovrappeso e una posizione sull'oro anch'essa in leggero sovrappeso. I bond e la liquidità rimangono neutrali. A livello settoriale privilegiamo Energy, Materials e Industrials, mentre geograficamente manteniamo un leggero sovrappeso su Europa e Asia, riducendo il posizionamento sugli Stati Uniti.
Il mese è stato caratterizzato da movimenti bruschi e da una volatilità fuori dall'ordinario, con dinamiche guidate quasi esclusivamente dall'evoluzione del conflitto in Medio Oriente. Il nostro prodotto di asset allocation ha operato attivamente su più fronti nel corso del periodo; l'asset allocation riportata rappresenta pertanto una fotografia di fine mese e non necessariamente riflette il posizionamento assunto nelle diverse fasi del periodo.
L'apertura di aprile si presenta ancora in un contesto di elevata incertezza, con il conflitto in Medio Oriente ormai alla quinta settimana e le dichiarazioni di Trump sulla prossima conclusione delle operazioni ancora prive di una data precisa. La gestione attiva e tattica del portafoglio rimane l'approccio più appropriato per navigare una fase in cui gli sviluppi geopolitici possono cambiare rapidamente il quadro di riferimento.
Allocation
Liquidity

Bonds
Equity
Precious metals & Commodities

Geo-tactical allocation
Switzerland

Western Europe ex Switzerland
North America

Latin America

Asia Pacific
Top sectors
- Energy
- Materials
- Industrials
Market data (dati al 31.03.2026)




Event calendar


Legend
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CPI: Consumer Price Index GDP: Gross Domestic Product FOMC: Federal Open Market Commitee BOJ: Bank of Japan |
FED: Federal Reserve System EIB: European Investment Bank BOE: Bank of England SNB: Swiss National Bank |
ZEW: Zentrum für Europeische Wirtschaftsforschung (Center for European Economic Research) YoY: Year on Year MoM: Month on Month |
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