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01 set 2026 6 min read

Commento mensile Agosto 2026

Indice


Mercati

I mesi estivi hanno riportato una maggiore propensione al rischio dopo le turbolenze della primavera. Rispetto all’aggiornamento di giugno, il quadro è cambiato in modo significativo. La correzione che aveva interessato tecnologia, criptovalute e metalli preziosi è stata in gran parte riassorbita, mentre il dollaro ha perso parte della forza accumulata a giugno. Dopo un luglio ancora incerto per il settore tecnologico, agosto ha visto un deciso ritorno degli acquisti su azionario, oro e comparto digitale.

Negli Stati Uniti la tecnologia ha guidato il recupero di agosto. Il Nasdaq 100 ha guadagnato il 4,2%, l’S&P 500 il 2,6% e il Dow Jones l’1,3%, recuperando la debolezza del mese precedente.
In Europa l’andamento è stato più contrastato. DAX (+2,5%) ed Euro Stoxx 50 (+1,0%) hanno chiuso il mese in positivo, mentre CAC 40 (-2,1%), SMI e FTSE 100 (entrambi -0,4%) hanno perso terreno. Il FTSE MIB mantiene comunque la migliore performance dell’area da inizio anno, con un +15,9%.
In Asia, il Nikkei ha proseguito la propria corsa raggiungendo nuovi massimi storici (+3,0% nel mese e +31,5% da inizio anno), mentre i mercati cinesi hanno mostrato un andamento più contrastato, con Hang Seng a -1,2% e CSI 300 a +0,8%.

Sul fronte delle materie prime, l’estate ha ribaltato le dinamiche osservate a giugno. L’oro ha recuperato con forza, guadagnando il 9,7% ad agosto e tornando positivo da inizio anno (+1,3%). Il rialzo ha interessato anche gli altri metalli preziosi, con argento +15,6%, platino +9,0% e palladio +6,3%, che restano tuttavia ancora negativi sull’anno. Il petrolio WTI ha consolidato in area 86 dollari (+1,3%) dopo il forte recupero estivo.

Sul mercato valutario il dollaro ha mostrato un tono più debole rispetto a giugno, con l’euro in rialzo dello 0,8% e la sterlina dello 0,5%. Lo yen è rimasto la valuta più debole tra le principali (-1,5%), mentre il franco svizzero è rimasto pressoché stabile. Le criptovalute hanno vissuto un’estate di forte recupero, con Bitcoin a +25,4% ed Ethereum a +32,9%, pur restando negative da inizio anno.

Economia

Sul fronte delle banche centrali, l’estate ha confermato il cambio di tono emerso a giugno, senza però portare a nuove mosse sui tassi. Il 29 luglio la Federal Reserve ha lasciato i tassi invariati nel range 3,50%-3,75% per la quinta riunione consecutiva, con nove voti favorevoli e tre contrari. Tre presidenti regionali si sono espressi a favore di un rialzo di 25 punti base, alla luce di un’inflazione ancora superiore all’obiettivo. Warsh ha mantenuto un approccio comunicativo essenziale, descrivendo la decisione non tanto come una pausa, quanto come una fase di revisione del quadro economico.
L’inflazione statunitense ha nel frattempo rallentato per il secondo mese consecutivo, attestandosi al 3,4% a luglio, con la componente core al 2,5%, allontanandosi dal picco del 4,2% registrato a maggio. Segnali di raffreddamento sono arrivati anche dal mercato del lavoro, con 23 mila posti persi a luglio e un tasso di disoccupazione al 4,1%, in calo soprattutto per effetto della minore partecipazione. L’attenzione si sposta ora sulla riunione del FOMC del 15-16 settembre, quando saranno pubblicate anche le nuove proiezioni economiche.

In Europa, dopo il rialzo a sorpresa di giugno, il primo dal 2023, la BCE ha lasciato invariato il tasso sui depositi al 2,25% nella riunione del 23 luglio. Francoforte ha però precisato che la pausa non rappresenta necessariamente la fine del ciclo restrittivo. La BCE resta infatti l’unica tra le principali banche centrali ancora orientata verso ulteriori rialzi, con il mercato che considera possibile un intervento a settembre verso il 2,50%. L’inflazione dell’Eurozona è intanto tornata a salire nel corso dell’estate, passando dal 2,8% di giugno al 3,3% della stima flash di agosto, principalmente a causa della componente energetica.

Geopolitica

Il memorandum d’intesa siglato il 18 giugno tra Stati Uniti e Iran ha avuto vita breve. Già nei primi giorni di luglio la tregua è venuta meno. Washington ha dichiarato il cessate il fuoco non più in vigore e imposto nuove sanzioni, mentre Teheran ha accusato gli Stati Uniti di aver violato gli accordi sul nucleare. Il 12 luglio i Guardiani della Rivoluzione hanno annunciato una nuova chiusura dello Stretto di Hormuz, alla quale gli Stati Uniti hanno risposto con la ripresa dei raid e il ripristino del blocco navale.
Nelle settimane successive la mediazione si è spostata sull’asse Iran-Oman, con il Qatar tornato attivo a fine agosto. È stata raggiunta un’intesa di massima sulla gestione delle rotte attraverso lo Stretto, ma Teheran continua a subordinare la riapertura a concessioni americane, tra cui l’allentamento delle sanzioni e risarcimenti di guerra, condizioni finora non accolte da Washington.
Le conseguenze sui mercati restano importanti. Attraverso lo Stretto di Hormuz transita circa un quinto del greggio mondiale e il traffico rimane fortemente ridotto, mantenendo un premio al rischio sul petrolio. Dopo essere sceso sotto gli 80 dollari a inizio agosto sulle aspettative di un possibile accordo, il Brent è tornato in area 84 dollari, circa il 16% sopra i livelli precedenti al conflitto.
La normalizzazione della situazione appare quindi più lenta rispetto a quanto ipotizzato a giugno.

Conclusioni

Chiudiamo l’estate con un posizionamento sostanzialmente in linea con quello di giugno, dopo una fase estiva caratterizzata da maggiore volatilità.

Il recupero di agosto su azionario, oro e comparto digitale ha confermato il nostro sovrappeso sull’equity, al quale affianchiamo ora un lieve sovrappeso sull’oro, sostenuto dal miglioramento del momentum relativo. Sull’obbligazionario restiamo neutrali, mentre manteniamo un leggero sottopeso sulla liquidità. A livello settoriale continuiamo a privilegiare Financials, Information Technology e Industrials.

L’estate ha confermato ancora una volta quanto rapidamente possa cambiare lo scenario. Il memorandum tra Stati Uniti e Iran è saltato nel giro di poche settimane, riportando un premio al rischio sul petrolio, mentre dopo un luglio difficile per la tecnologia agosto ha visto un deciso recupero di azionario, oro e criptovalute. Nel frattempo, Fed e BCE hanno scelto di attendere nuovi dati prima di intervenire nuovamente. 

Allocation

Liquidity

3_Percentage

 

Bonds

 4_Neutral_Percentage 

 

Equity

 6_Percentage 

 

Precious metals & Commodities

5_Percentage

 

 

Geo-tactical allocation

Switzerland

4_Neutral_Percentage

Western Europe ex Switzerland

 5_Percentage 

North America

4_Neutral_Percentage

Latin America

4_Neutral_Percentage

Asia Pacific

 4_Neutral_Percentage  

Top sectors

  1. Financials
  2. Information Technology
  3. Industrials

Market data (dati al 31.08.2026)

equity

Bond index + currency

Interest rates

 

Comm+crypto

Event calendar

Europe

ECO US

Legend

CPI: Consumer Price Index

GDP: Gross Domestic Product

FOMC: Federal Open Market Commitee

BOJ: Bank of Japan

FED: Federal Reserve System

EIB: European Investment Bank

BOE: Bank of England

SNB: Swiss National Bank

ZEW: Zentrum für Europeische Wirtschaftsforschung (Center for European Economic Research)

YoY: Year on Year

MoM: Month on Month

 


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