Commento - i Partners SA

Commento mensile Giugno 2026

Scritto da i Partners | 01 lug 2026

Indice


Mercati

Giugno 2026 ha portato un cambio di scenario rispetto alle dinamiche di maggio, con il ritorno dell'inflazione e delle attese sui tassi al centro dell'attenzione degli investitori. Il mese si è aperto con un dato sul lavoro americano più forte del previsto, che ha ridotto le probabilità di un taglio dei tassi Fed nel breve periodo. A metà mese l'accordo tra USA e Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz ha favorito un calo marcato del petrolio dopo mesi di rialzi, mentre nell'ultima settimana un raffreddamento dei titoli tecnologici a livello globale ha riportato volatilità sui listini, innescato dalle indiscrezioni su un possibile rinvio della IPO di OpenAI.

Negli Stati Uniti la performance è stata divergente: il Dow Jones ha guadagnato il 2,5%, mentre S&P 500 e Nasdaq 100 hanno chiuso in lieve calo (-1,1% e -0,2%), penalizzati dalla correzione sui semiconduttori. I guadagni da inizio anno restano solidi, con il Nasdaq 100 a +19,9%. In Europa il rialzo è stato più ampio: SMI +4,8%, Euro Stoxx 50 +4,6%, FTSE MIB +3,3%, CAC 40 +2,7%, FTSE 100 +0,8%, DAX -0,4%. In Asia il Nikkei ha toccato nuovi massimi storici sopra quota 72mila il 22 giugno, chiudendo a +5,6%; l'Hang Seng ha ceduto il 9,1%, la sua performance mensile più debole dell'anno, penalizzato dalla correzione sui titoli tech cinesi, mentre il CSI 300 ha tenuto meglio (+1,8%).

Il petrolio WTI ha vissuto un mese speculare a maggio, cedendo il 20,4% e tornando in area 69 dollari al barile, ai minimi da inizio conflitto. L'oro ha invece registrato un ripiegamento significativo (-11,7% nel mese, -7,9% da inizio anno), coinvolgendo l'intero comparto dei metalli preziosi, con argento -22,2%, platino -19,1% e palladio -10,9%. Il dollaro si è rafforzato, con l'euro che ha perso il 2,0% e la sterlina l'1,4%. Bitcoin ha perso il 20,4% nel mese (-33,0% YTD) ed Ethereum il 21,5% (-47,1% YTD). Anche sul mercato obbligazionario si è vista una divergenza netta, con i rendimenti USA in salita su tutta la curva, in particolare sulle scadenze brevi, mentre quelli tedeschi e svizzeri sono scesi.

Economia

Sul fronte delle banche centrali giugno ha segnato il primo vero banco di prova per Kevin Warsh. Il 17 giugno la Federal Reserve ha lasciato i tassi invariati nel range 3,50%-3,75%, ma ha rimosso dal comunicato il linguaggio di previsione verso possibili tagli. Il nuovo dot plot mostra nove membri su diciotto favorevoli ad almeno un rialzo entro fine anno, un cambio di rotta rispetto a marzo, quando il comitato prevedeva ancora un taglio nel 2026. L'inflazione USA è salita al 4,2% a maggio, il livello più alto da tre anni, trainata dal rincaro energetico legato al conflitto in Medio Oriente, mentre il mercato del lavoro si conferma sorprendentemente resiliente, con la disoccupazione ferma al 4,3%.

In Europa la BCE ha invece alzato i tassi di 25 punti base l'11 giugno, il primo rialzo dal 2023, portando il tasso sui depositi al 2,25%. La decisione arriva dopo che l'inflazione dell'Eurozona è salita al 3,2% a maggio (core al 2,5%), con le nuove proiezioni BCE che vedono l'inflazione media al 3,0% nel 2026 e la crescita rivista leggermente al ribasso allo 0,8%. Lagarde ha definito la decisione robusta in tutti gli scenari, sottolineando come la durata del conflitto in Medio Oriente resti la variabile chiave per i prossimi meeting. La SNB, dal canto suo, resta ancora orientata a un approccio accomodante, con i rendimenti elvetici sui minimi storici e nessun segnale di rialzo all'orizzonte.

Geopolitica

Il 18 giugno USA e Iran hanno firmato un memorandum d'intesa per porre fine alle ostilità, con Teheran che si è impegnata a riaprire lo Stretto di Hormuz e Washington a revocare il blocco navale ai porti iraniani. L'accordo, mediato dal Pakistan, prevede un cessate il fuoco di almeno 60 giorni esteso anche al fronte libanese. Nelle settimane successive il percorso si è rivelato meno lineare del previsto, con scambi di accuse reciproche di violazione della tregua, missili iraniani verso il Kuwait e raid israeliani proseguiti in Libano meridionale. La questione del programma nucleare iraniano resta il principale ostacolo a un accordo definitivo, con Teheran che condiziona l'accesso degli ispettori IAEA alla firma di un'intesa più ampia. A fine mese il traffico marittimo nello Stretto resta ancora ben al di sotto dei livelli pre-bellici, e Goldman Sachs stima una normalizzazione delle esportazioni del Golfo entro fine luglio, con la produzione regionale attesa tornare ai livelli pre-conflitto solo per ottobre.

Conclusioni

Chiudiamo giugno 2026 con un posizionamento tornato costruttivo, dopo una fase di maggiore prudenza attraversata nel corso del mese. I segnali ricevuti durante giugno ci avevano portato a un aumento della liquidità, in un contesto dominato dal repricing hawkish della Fed e dal crollo di oro e criptovalute. Verso fine mese, con il rimbalzo dei listini, i segnali sono tornati a indicare un sovrappeso azionario, la fotografia con cui chiudiamo il mese. Su oro e bond restiamo neutrali, mentre la liquidità resta in leggero sottopeso. A livello settoriale privilegiamo ora Information Technology, Financials e Communication Services.

Il mese ha confermato quanto rapidamente il quadro possa ribaltarsi in poche settimane: da un lato l'accordo USA-Iran ha fatto crollare il petrolio, dall'altro il ritorno dell'inflazione e la svolta hawkish di Warsh hanno spazzato via oro, criptovalute e parte del rally tecnologico. In contesti così mutevoli la gestione tattica resta determinante, e la capacità di aggiornare l'allocazione sulla base di segnali giornalieri si è rivelata utile proprio nel passaggio da liquidità a sovrappeso azionario avvenuto nell'ultima settimana.

Luglio si apre con un'agenda densa: la tenuta della tregua USA-Iran resta il primo elemento da monitorare, con nuovi episodi di tensione già registrati a fine giugno. Sul fronte monetario l'attenzione si sposta ai prossimi dati su inflazione e occupazione USA in vista del FOMC di fine luglio, mentre resta da seguire l'evoluzione del dossier IPO OpenAI, diventato un termometro per la sostenibilità delle valutazioni AI. In un contesto dove petrolio, tassi e intelligenza artificiale possono cambiare direzione nel giro di poche settimane, continuiamo a privilegiare un'allocazione flessibile rispetto a un posizionamento statico.

Allocation

Liquidity

 

Bonds

  

 

Equity

  

 

Precious metals & Commodities


 

 

Geo-tactical allocation

Switzerland

Western Europe ex Switzerland

  

North America




Latin America

Asia Pacific

   

Top sectors

  1. Information Technology
  2. Financials
  3. Communication Services

Market data (dati al 30.06.2026)



 

Event calendar

Legend

CPI: Consumer Price Index

GDP: Gross Domestic Product

FOMC: Federal Open Market Commitee

BOJ: Bank of Japan

FED: Federal Reserve System

EIB: European Investment Bank

BOE: Bank of England

SNB: Swiss National Bank

ZEW: Zentrum für Europeische Wirtschaftsforschung (Center for European Economic Research)

YoY: Year on Year

MoM: Month on Month

 

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